C’è un momento nella vita in cui la responsabilità smette di essere qualcosa che ti viene assegnato e diventa qualcosa che ti porti dentro, senza bisogno che qualcuno te lo dica, senza bisogno di regole scritte, senza bisogno di controllo esterno, semplicemente sai che certe cose riguardano te, e anche quando non sono completamente sotto il tuo controllo, le senti comunque come parte tua, come qualcosa che devi tenere insieme, ed è lì che nasce quella sensazione continua di dover essere presente, attento, pronto.
All’inizio questa cosa non è così forte, la responsabilità è più circoscritta, più chiara, fai quello che devi fare e finisce lì, ma col tempo cambia, perché le cose si intrecciano, le persone si appoggiano, le situazioni si accumulano, e senza accorgertene inizi a portarti dietro più di quello che ti spetta, non perché qualcuno te lo imponga, ma perché non riesci a fare finta che non ti riguardi.
È una dinamica che si ritrova molto bene in La società della stanchezza, dove si vede chiaramente come il carico non sia più solo esterno ma diventi interno, autoimposto, e in modo diverso ma complementare in Il coraggio di non piacere, che mette in discussione proprio questa tendenza a prendersi tutto addosso anche quando non sarebbe necessario, ed è proprio qui che si crea il nodo, perché da una parte questa responsabilità ti rende affidabile, dall’altra ti appesantisce.
La scena tipica è semplice, succede qualcosa, un problema, una difficoltà, una cosa da sistemare, e anche se non è direttamente tua, una parte di te si attiva, inizia a pensare a come risolverla, a cosa fare, a come gestirla, perché lasciarla lì ti crea disagio, come se ignorarla fosse una forma di mancanza, ed è proprio questo meccanismo che ti tiene sempre dentro.
Un altro aspetto importante è che questa responsabilità non ha pause, non è qualcosa che puoi spegnere a fine giornata, non è legata a un orario, resta, anche quando teoricamente potresti staccare, perché non è più solo legata alle azioni, è legata al modo in cui vivi le cose, ed è per questo che pesa più di quanto sembri.
Col tempo inizi anche a vedere che non tutto deve essere tuo, non tutto deve passare da te, non tutto deve essere gestito da te, ma questa consapevolezza non è immediata, perché va contro un’abitudine radicata, quella di sentirti responsabile anche quando potresti lasciare andare.
E qui entra una difficoltà reale, perché lasciare andare non significa fregarsene, non significa diventare superficiale, significa fare una selezione, capire cosa è davvero tuo e cosa no, ma questa selezione richiede lucidità, richiede distanza, richiede la capacità di non reagire automaticamente.
C’è anche un altro livello, più sottile, che riguarda il senso di colpa, perché quando sei abituato a prenderti responsabilità, ogni volta che non lo fai completamente senti una piccola frizione interna, come se stessi mancando a qualcosa, anche quando non è così, ed è proprio questa sensazione che rende difficile alleggerire il carico.
Col tempo però inizi a fare un passo diverso, non smetti di essere responsabile, ma inizi a distribuire meglio, inizi a lasciare spazio agli altri, inizi a non intervenire sempre, inizi a vedere che alcune cose si risolvono anche senza il tuo controllo, e questa è una scoperta importante, perché ti restituisce energia.
E allora cambia anche il modo in cui vivi le situazioni, non sei più sempre in prima linea su tutto, non sei più quello che deve sistemare ogni cosa, inizi a scegliere dove esserci davvero e dove no, e questa scelta non ti rende meno affidabile, ti rende più sostenibile.
Alla fine arrivi a una consapevolezza molto semplice ma difficile da accettare fino in fondo, non tutto è tuo, non tutto deve passare da te, non tutto deve essere risolto da te, e quando inizi a fare spazio a questa idea, senza diventare indifferente ma senza caricarti di tutto, ti accorgi che la responsabilità resta, ma pesa meno, perché non è più ovunque, è solo dove serve davvero, e questo cambia completamente il modo in cui stai dentro le cose.
👉 ARTICOLO PRINCIPALE: La fatica di tenere insieme tutto
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