C’è una fase in cui pensi che il problema sia la quantità di cose da fare, perché quando tutto si accumula, quando le richieste aumentano, quando le giornate sembrano troppo piene, la prima reazione è sempre quella, devo fare meno, devo alleggerire, devo trovare un modo per ridurre, ed è una reazione comprensibile, ma non sempre realistica, perché spesso le cose restano, il lavoro c’è, la famiglia c’è, le responsabilità non spariscono, e allora il punto cambia, non è più togliere tutto, è imparare a gestire quello che resta senza farti travolgere.
All’inizio questa gestione non esiste davvero, fai tutto insieme, passi da una cosa all’altra senza una struttura, reagisci più che scegliere, ti muovi in base a quello che arriva, a quello che è urgente, a quello che sembra più importante in quel momento, e questo crea una sensazione continua di rincorsa, come se fossi sempre leggermente in ritardo, anche quando stai facendo tutto quello che devi fare.
È una dinamica che viene spiegata molto bene in Detto, fatto!, dove si vede quanto sia importante tradurre le cose in azioni concrete senza lasciarle tutte in testa, e in modo più strategico in Il potere delle abitudini, che mostra quanto siano i comportamenti ripetuti nel tempo, più che le decisioni occasionali, a creare ordine o caos nella gestione quotidiana.
La scena tipica è quella delle giornate piene, inizi con una cosa, poi ne arriva un’altra, poi un’altra ancora, e senza accorgertene sei già dentro tre livelli diversi, e la sensazione non è tanto di fatica fisica, è di dispersione, come se stessi facendo tanto ma senza una direzione chiara, e questa cosa nel tempo pesa più del carico stesso.
Un altro aspetto importante è che senza una gestione consapevole il carico non resta stabile, cresce, perché ogni cosa si aggiunge alle altre, e se non c’è un criterio, una selezione, una struttura, tutto entra allo stesso livello, e questo crea saturazione, non perché le cose siano troppe in assoluto, ma perché non sono organizzate in modo sostenibile.
Col tempo inizi a fare una cosa diversa, inizi a scegliere, non tutto, non sempre, ma abbastanza da cambiare il ritmo, inizi a dare priorità reali, non solo quelle urgenti, inizi a distinguere tra quello che deve essere fatto subito e quello che può aspettare, tra quello che è importante davvero e quello che è solo rumore.
E questa selezione cambia tutto, perché riduce la pressione, non togliendo le cose ma togliendo il peso che hanno tutte insieme, inizi a vedere la giornata non come un blocco unico ma come una sequenza, e questo ti permette di stare dentro una cosa alla volta senza sentirti sempre tirato da tutte le altre.
C’è anche un altro passaggio fondamentale, inizi a chiudere, non lasci più tutto aperto, non accumuli continuamente cose in sospeso, perché ogni cosa lasciata lì occupa spazio mentale, anche se non ci stai lavorando, e quando inizi a chiudere, anche solo piccole cose, senti subito una differenza, perché liberi spazio.
Un altro aspetto importante è che l’autogestione non significa controllo totale, non puoi prevedere tutto, non puoi organizzare ogni dettaglio, ci saranno sempre imprevisti, cambiamenti, momenti in cui il piano salta, ma la differenza è che non ti spostano completamente, perché hai una base, una struttura che ti permette di riadattarti senza ripartire da zero ogni volta.
Col tempo inizi anche a capire che non devi fare tutto al massimo livello, che alcune cose possono essere fatte bene, altre abbastanza bene, altre semplicemente fatte, e questa distinzione è fondamentale, perché ti permette di distribuire energia in modo più intelligente.
E questa cosa ha un effetto diretto anche sulla fatica, perché non sei più sempre al limite, non sei più costretto a spingere su tutto allo stesso modo, inizi a modulare, a gestire, a trovare un ritmo che non è perfetto ma è sostenibile.
Alla fine arrivi a una consapevolezza molto semplice ma molto concreta, il problema non è quante cose hai da fare, è come le tieni insieme, se le accumuli tutte allo stesso livello ti schiacciano, se inizi a gestirle, a distribuirle, a scegliere, diventano più leggere, non perché siano meno, ma perché non sono tutte addosso nello stesso momento, e quando inizi a lavorare in questo modo, anche senza fare meno, ti accorgi che la giornata cambia, diventa più chiara, più gestibile, più tua.
👉 ARTICOLO PRINCIPALE: La fatica di tenere insieme tutto
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