GESTIONE MULTILIVELLO QUOTIDIANA: quando non stai facendo una cosa sola, ma dieci contemporaneamente senza accorgertene

C’è una cosa che non si vede da fuori ma che cambia completamente il modo in cui vivi le giornate, ed è il fatto che raramente stai facendo una cosa sola, perché mentre lavori stai già pensando a cosa devi fare dopo, mentre sei con i figli hai in testa le bollette, mentre guidi stai organizzando mentalmente la settimana, ed è lì che nasce quella sensazione strana di essere sempre dentro qualcosa senza esserci mai davvero del tutto, una specie di sovrapposizione continua che non fa rumore ma ti tiene sempre acceso, sempre attivo, sempre in movimento, anche quando sei fermo.

All’inizio non ci fai caso, ti sembra normale, anzi ti sembra quasi di essere efficiente, uno che tiene tutto sotto controllo, uno che riesce a incastrare ogni cosa, ma col tempo inizi a sentire che questa gestione continua non è neutra, ha un costo, perché non hai mai un vero momento in cui la testa si svuota, non hai mai uno spazio completamente libero, e anche quando potresti averlo lo riempi automaticamente, come se il silenzio fosse qualcosa da evitare invece che da usare, ed è lì che capisci che non stai solo vivendo la tua giornata, la stai gestendo costantemente, come se fosse un sistema da tenere in equilibrio.

È una dinamica che viene raccontata molto bene in Elogio dell’ozio, perché ribalta completamente l’idea che il valore stia nel fare sempre qualcosa, e in modo diverso ma altrettanto chiaro in 4 ore alla settimana, dove si vede quanto il problema non sia solo quanto fai, ma come riempi il tempo senza lasciarti spazio reale, ed è proprio questo il punto che spesso sfugge: non è la quantità di cose, è il modo in cui le tieni tutte insieme.

C’è una scena tipica che succede ogni giorno, magari sei a tavola, stai mangiando, ma non sei davvero lì, perché stai già pensando a cosa manca in casa, a cosa devi sistemare domani, a una chiamata da fare, a una cosa che hai dimenticato, e nel frattempo la giornata continua, ma tu sei sempre mezzo passo avanti, mai completamente dentro, ed è questo che stanca davvero, non il fare, ma il non staccare mai.

Un altro aspetto che pesa è che questa gestione multilivello diventa automatica, non la scegli più, ti parte da sola, come un sistema interno che tiene tutto in funzione, e anche quando potresti rallentare non lo fai, perché sei abituato a funzionare così, a tenere tutto insieme senza fermarti, ed è proprio questa abitudine che rende difficile accorgersi del peso, perché finché reggi sembra tutto normale.

Col tempo però arriva un momento in cui inizi a vedere la cosa per quello che è, non come efficienza ma come carico, non come capacità ma come saturazione, e lì cambia qualcosa, perché inizi a capire che non devi fare tutto nello stesso momento, che non devi pensare a tutto sempre, che puoi lasciare qualcosa indietro senza che il sistema crolli, ed è una scoperta semplice ma potentissima, perché ti restituisce spazio, e quando inizi a creare anche piccoli spazi dentro la giornata, ti accorgi che non serve tenere tutto insieme sempre, basta tenere insieme quello che conta davvero, e il resto può aspettare senza che succeda niente.

👉 ARTICOLO PRINCIPALE: La fatica di tenere insieme tutto

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